E' un po' semplice così

ma c'é un certo "tempo evolutivo" tra la semplice "zampa" ed un arto prensile dotato di pollice opponibile, di pari passo, l'espansione della scatola cranica e la complessità comportamentale, sociale. La seconda volta, diciamo così, ha probabilmente pensato che un certo accessorio sarebbe stato utile ad un determinato scopo quando posto davanti ad una necessità simile ma ancor più importante "dissimile" (!) e questo senza vederlo ma avendo tramutato in "simbolo" l'oggetto per la sola sua funzione, cioé un bastone o equivalente oggetto con le stesse proprietà utili. Insomma è una cosa affascinante, miracolosa e complessa. Il rapace per riuscire a fare almeno in parte quello che dici dovrebbe avere le abilità cerebrali di un pappagallo, un Psittaciformes e un rapace solitario del genere senza vita sociale di gruppo non ne può eguagliare le prodezze. L'istinto è ciò che sospinge promordialmente una necessità, che diventa una necessità evolutiva e concorre all'evoluzione, insieme alla selezione naturale, al caso ed altro. Se la necessità è soddisfatta, ossia, se la specie è stabilmente vincente e non deve inventarsi granché, cambiare, per sopravvivere o sopravvivere meglio, l'istinto ha svolto il suo lavoro di base, sopravvivenza. Diversamente da un moto istintivo potrà nascere un "moto" evolutivo. Ciao!
