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Originariamente inviata da ik2vov
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Rama, non condivido la necessita' di avere una biomassa batterica eccedente al reale carico organico della vasca, reputo corretto avere le giuste proporzioni tra colonie batteriche e se si decide di alimentare "separatamente" le colonie batteriche, questo deve essere fatto per tutte, pena e' il ritrovarsi con monocolture.
La velocita' di riproduzione batterica e' molto elevata, le colonie batteriche a mio avviso rispondono rapidamente alle necessita' delle vasche, l'importante e' che siano presenti tali ceppi e che non vengano "soppiantati" da altri ceppi.
Ciao
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Mi sono spiegato male Ik2vov, hai ragione.
Quello che intandevo, era fornire alimentazione ai vari ceppi sfruttando il sistema della moltiplicazione batterica, fornendo quelli che sono gli elementi limitanti per consentire una efficente e costante riduzione dei nutrienti presenti...
I sistemi probiotici sfruttano proprio la capacità che ha la biomassa batterica incrementata per fargli assorbire i nutrienti presenti, e schiumandola costantemente si riesce ad ottenere una rapida e completa rimozione degli inquinanti presenti... in questo modo si riesce a mantenere non solo una condizione oligotrofica dell'acqua, ma anche ad appiattire quei micro-picchi che si verificano costantemente mentre i cicli vitali degli animali si succedono (il pesce che fà la cacca innalzerà i livelli di nutrienti finchè tutta la materia organica non verrà processata dai batteri, con tutti i suoi picchi intermedi che le zooxantelle sono tanto abili a sfruttare per produrre energia... giusto?)
Purtoppo poi la Natura non ha pensato troppo al fabbisogno delle nostre vasche, e mentre nelle barriere i cicli si avvicendano con la perfezione che solo lei sà fare, nel nostro acquario alcuni ceppi si sviluppano in maniera molto più lenta di altri e questo non consente di avere una trasformazione talmente rapida da avere quella che dovrebbe essere una linea il più piatta e costante possibile di un determinato valore... penso che questa sia la linea di separazione che divide un berlinese dall' altro che integra un metodo di sfruttamento delle masse batteriche, ovvero la capacità di avere una biomassa batterica estremamente efficente e non limitata da carenze di elementi che ne inibiscono la capacità di ossidazione e riduzione... lo stesso batteriplancton presente nella colonna d'acqua, anche se ovviamente si occupa solo di una parte dei processi, risulta infatti molto più elevato e vicino ai livelli naturali... con tutti i ibenefici che ne conseguono...
Adesso non voglio incentrare il discorso sul giusto o sbagliato circa questi metodi di gestione, quanto sul loro funzionamento che indubbiamente risulta essere estremamente più efficente del sistema che si instaura per equilibrio naturale nelle nostre vasche, dove lo smaltimento dei nutrienti avviene in maniera più lenta e meno massiccia proprio per l'effetto altalena che hanno le varie colonie nel reagire a questi microspostamenti dei valori... mi sà che mi sono spiegato male anche stavolta, spero che si riesca a interpretare quello che ho scritto, ma sono veramente stanco...