Discussione: Livello acqua + cibo
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Vecchio 29-01-2007, 20:28   #3
Matisse
Pesce rosso
 
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questo mi sembra utile preso da qui, se vuoi approfondire:
http://www.acquaportal.it/Articoli/D...no/default.asp

Dove?

Già, è importante anche questo! Quante volte abbiamo visto morire d’inedia un pesce e non ce ne siamo accorti? Caspita! E lui era lì insieme agli altri a sentire quando si sollevava il coperchio, per attendere qualcosa, che galleggiasse un minimo, per essere poi trangugiato. Ma lui arrivava sempre tardi e morì.
Questo succede a pesci poco idrodinamici allevati assieme a comunità di squali; e per “squalo” intendo semplicemente “un corpo immerso in un fluido che non riceve (come Archimede disse), ma sembra addirittura imprimere al fluido una forza pari a quella che il fluido stesso rilascerà nei confronti dei suoi movimenti”. Sto elucubrando? Pensate al solito Orifiamma messo nel solito acquarietto con i soliti quattro pesci rossi comuni vinti al luna-park, e capirete a cosa mi stia riferendo. Il poveretto rimarrà sempre digiuno a meno che non lo si imbocchi.
Quindi meglio somministrare poco mangime in più punti dell’acquario e facilitare così, l’assunzione del cibo da parte di tutti gli ospiti del nostro acquario, compresi i più timidi e i più lenti. Oltre a questo abituiamoci anche all’uso delle compresse per i pesci da fondo, che non possono vivere soltanto con quello che sfugge agli altri e cade sul ghiaino; facciamolo almeno tre volte a settimana, calcolando una pasticca ogni tre pesci, dopo che le luci dell’acquario si siano spente.

Quando?

Poco e spesso. Questo è ciò che accade in natura e, tempo permettendo, o facendoci aiutare anche da una mangiatoia elettrica, questo è possibile. Possiamo pensare, ad esempio, di dare il congelato la sera quando rincasiamo, e vi assicuro che sarà sempre un momento unico: i vostri pesciolini vi dimostreranno il loro affetto e appena vi vedranno arrivare scodinzoleranno contenti.
Poco e spesso è dunque la regola che equivale a dire, mai veder fluttuare cibo dopo appena un minuto! Se qualcosa ancora circola, meglio diminuire la dose la prossima volta. L’acquariofilo non è tirchio, ma attento, parsimonioso. L’ideale sarebbero cinque pasti al giorno, ed in questo, pensando alla più economica mangiatoia elettrica, che fornisce almeno due pasti al giorno, siamo già molto agevolati. I più pigri o i più impegnati ricorreranno a mangiatoie più evolute (e costose), ma si priveranno della cosa più bella, quella cioè di instaurare un rapporto con i propri pesci, capaci di riconoscere chi li accudisce con cura e chi si dedica a loro con amore. Non scherzo, nella mia interminabile carriera di acquariofilo, mi è capitato più volte di “ammaestrare” pesci difficili, addirittura alcuni pescati in natura; all’inizio erano molto scontrosi, ma poi si è sempre stabilito un eterno rapporto d’amore e riconoscenza da ambo le parti, ve l’assicuro. Quindi non pensate che i pesci siano animali incapaci di trasmettere sensazioni all’uomo, così come è assurdo che ancora molti considerino l’acquario un semplice elemento d’arredo, un qualcosa da ostentare anziché osservare, curare, amare.
Matisse non è in linea   Rispondi quotando
 
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