1) ipotizzo una mia teoria... forse nei bio ci sono proprio N e P in rapporto bilanciato oltre a fonti di carbonio (nel P di sicuro, l'odore è tipico) proprio per nutrire la biomassa batterica e tenerla nel "famoso" (tra virgolette, perchè poi così famoso e soprattutto compreso non lo è...) rapporto stechiometrico Redfield.
2) Alessandro ha spiegato bene, con tanto di tabelle durante la proiezione, quali sono le masse in gioco nelle barriere, sia sotto forma di componente organica che inorganica... il giochino alla fine è quello, imho... tanta pappa disponibile e valori costantemente bassi... quale condizione migliore vorresti cercare?
3) Tutti quelli che vivono nella colonna d'acqua, indipendentemente da quello di cui si nutrono... penso!
4) domanda vecchia... tastino "cerca".
5) Non ne ha parlato... da quello che sò comunque le zeoliti funzionano da setacci molecolari, e a seconda del tipo impiegato e dalla loro grandezza risultano selettive per certi tipi di ioni... ammonio, carbonati, potassio, manganese, ferro... entra una cosa e ne esce un altra... Il discorso della diversa velocità di flusso è legato alla loro purezza (una clinoptinolite pura deprime l'ammonio in maniera così veloce da pregiudicare il lavoro degli autotrofi che lo impiegano, quindi di solito consigliano di usarla con passaggi non troppo rapidi) e al fatto del biofilm che vi si forma... un passaggio lento ne facilita la formazione superficiale, ma allo stesso tempo occlude i micropori, uno più rapido lo rimuove più rapidamente... a seconda dello spessore stesso del film batterico cambiano anche i batteri che vengono liberati.
Buon divertimento Alex, per queste domande serve proprio "The Doctor"...
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