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Originariamente inviata da Stefano Rossi
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Come forse avrai già avuto modo di leggere, sono estremamente contrario (e con me tutti i soci AIAM ed una gran quantità di biologi e naturalisti) agli acquari misti mediterraneo /tropicale. Da un certo punto di vista sono un non-senso; alla maggior parte degli ospiti non sono garantite condizioni ideali di vita (quelle cioè che possono portare alla riproduzione). Inoltre c'è sempre l'enorme pericolo di adattare a temperature più fredde organismi che, se finiti in mare anche in modo casuale (dalla liberazione da parte di sprovveduti, e tutti quelli che fanno il "fritto misto" lo sono in tema di biologia, alla sopravvivenza attraverso qualche scarico) poterbbero comportare seri problemi all'ecosistema mediterraneo. Già in questi giorni senti ancora i problemi di quell'alga microscopica tossica, sopravvissuta ai lavaggi dei serbatoi di zavorra (com'è possibile? settimane al buio in mabiente inquinato... eppure è accaduto). La famosa caulerpa taxifolia, l'"alga killer" dei giornali? quella invece è passata atraverso le vasche! e poco si sa di organismi minori quali turbellarie, vermi, protozoi e compagnia bella; potrebbe saltar fuori l'arma finale contro gli allevamenti di orate, che ne dici? è terrorismo o prudenza sacrosanta? Personalmente a voi che consigliate "il fritto misto" chiederei di pensare un poco alle implicazioni; perchè dopotutto abitate ben nell'entroterra, foste sul mare il rischio sarebbe elevato (tale da contattare gli uffici competenti delle ASL). Ma non andate in giro a consigliare una tale fesseria!
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Quoto tutte le tue osservazioni
o tropicale o marino , senza dubbio
Per me, visto che anch'io vivo nell'entroterra, il problema diventa la reperibilita' di pesci/invertebrati del "Mare Nostrum".
Visto che sei un socio fondatore di AIAM(io solo socio n.177) mi dai qualche dritta su reperire la merce senza avere il mare a portata di mare(escluso ovviamente le scappatelle del weekend e le agognate ferie

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