Per conferire una connotazione etica ad una azione si deve avere presente una scala di valori perchè ogni decisione presuppone lo scontrarsi di piu' valori.
Il tutto è come una bilancia. Di volta in volta si considera quale valore pesa di piu' e si agisce di conseguenza.
Vorrei ricordare un po' a tutti una cosa che spesso si dimentica:
acquariofilia=amore per gli acquari.
Questo amore per gli acquari non è altruistico e disinteressato (altruistico poi verso che? la natura?). A noi piacciono gli acquari perchè (per motivi personali e diversi da persona a persona) ci rende felice questo hobby. Non bisogna mai dimenticare qual è (un po' piu' in generale e filosoficamente astratto...) il fine ultimo delle azioni umane, cioè l'appagamento, la felicità in senso ampio.
Detto questo ognuno, secondo il mio modesto punto di vista, ha diritto a raggiungere e perseguire la felicità senza alcun limite (fatto salvo quello imposto da una vita sociale). E, secondo questo pensiero, se si considera piu' importante l'acquariofilo che l'acquario, si deduce che, in linea di massima, nessuna delle piu' orribili nefandezze che vediamo negli acquari dei neofiti possa essere criticata, se questa assolve allo scopo che l'acquariofilo si prefigge: sempre e solo la felicità.
Personalmente la mia felicità coincide con la realizzazione di un ambiente sano e ideale per gli animali che allevo, ma mi astengo di criticare chi, pur essendo a conoscenza che un pesce rosso non sta bene in 20 litri, è felice uguale. Il pesce rosso, la sua vita e le sofferenze che patirà, varrà sempre meno della felicità dell'acquariofilo (poi, al limite, si potrà discutere su quale è il limite della felicità dell'acquariofilo). Stesso discorso vale per la "morbosità" che sento essere criticata da tutti. E' un comportamento discutibile (non mi attira, personalmente) ma è lecito se soddisfa un valore piu' importante.
Sono consapevole che risulterà un discorso eretico detto qui dove tutti siamo amanti della natura, eppure vi invito ad essere prima amanti della libertà, anzi, il diritto dell'individuo alla felicità, che del vostro acquario
